Quindi, prima di trovarmi un Carlo Monni alla porta, vi dico come procede con il ranger.
Ho finito la mia prima storia.
Sto iniziando a pensare alla seconda che, se tutto andrà bene, dovrei iniziare poi a scrivere da ottobre inoltrato.
Sto iniziando a pensare alla seconda che, se tutto andrà bene, dovrei iniziare poi a scrivere da ottobre inoltrato.
E' stato un lavoro facile?
Per niente.
E per varie ragioni.
La prima è del tutto personale.
Ho potuto lavorare su questa storia solo in maniera discontinua, perché gli impegni (tutti presi in precedenza) con John Doe, Orfani, Le Storie e il mio libro a fumetti, mi hanno impedito di mettermi su Tex in maniera continuativa.
Ho potuto lavorare su questa storia solo in maniera discontinua, perché gli impegni (tutti presi in precedenza) con John Doe, Orfani, Le Storie e il mio libro a fumetti, mi hanno impedito di mettermi su Tex in maniera continuativa.
Il che ha rallentato il lavoro più di quanto credevo. Per scrivere le avventure di Aquila della Notte devi entrare nel suo linguaggio e ti devi acclimatare al modo in cui vuole essere scritto.
Che è una cosa che ruba tempo ogni volta.
Che è una cosa che ruba tempo ogni volta.
La seconda ragione è che Tex è un personaggio difficile.
E questo, credevo di averlo capito.
E questo, credevo di averlo capito.
Ma mi sbagliavo.
Tex è un personaggio difficilissimo.
Rognoso come Diabolik ma più infido.
Perché su Diabolik le regole di scrittura sono talmente palesi che è impossibile ignorarle.
Invece, Tex, ti da l'impressione che ci sia un margine interpretativo maggiore.
Ed è un'impressione fasulla.
C'è solo un modo per far pensare e agire Tex e i suoi pards. Quello giusto.
E fino a quando non lo trovi, la storia si ingrippa.
E fino a quando non lo trovi, la storia si ingrippa.
E una volta che hai trovato questo modo, poi devi fare in maniera che Tex non ti uccida.
Nel senso che bisogna trovare un sistema per far filtrare qualcosa del tuo modo di scrivere e pensare, all'interno della struttura generale. Altrimenti il tuo lavoro diventa una roba senz'anima da impiegati del fumetto.
La terza ragione, infine, è ovviamente Mauro Boselli.
Il curatore più duro, ostico e determinato con cui mi sia mai capitato di lavorare.
E anche l'unico che ha sempre ragione.
E non sto scherzando.
Se Mauro ti dice che una scena di Tex non funziona, puoi non essere d'accordo e litigare quanto vuoi, all'inizio. Ma poi ci pensi sopra. Provi a riscrivere la scena secondo la direzione che ti ha dato lui, e, di colpo, quello che stai scrivendo è Tex e nient'altro che Tex.
Mauro, insieme a Villa, sono la personificazione stessa del personaggio, in tutto e per tutto.
Inutile e dannoso stare a discuterli.
Inutile e dannoso stare a discuterli.
La quarta ragione è che mi sono sabotato da solo, creando un soggetto con un elemento narrativo piuttosto ambiguo al suo interno, che mi ha messo parecchio in crisi.
Comunque sia, la prima storia è andata.
Il titolo di lavorazione è Ore di Piombo.
E la storia è pensata per essere in perenne movimento, con un ritmo forsennato simile a quello di David Murphy: 911 e spero che i lettori la troveranno divertente.
Uscirà su un Color Tex prossimo venturo, disegnata da Pasquale Del Vecchio (non trattenete il fiato che i tempi per le storie del ranger sono lunghissimi).
La seconda storia, arriverà.
E giuro a me stesso che sarà più facile.
E giuro a me stesso che sarà più facile.
Quanto cazzo mi piace Tex ("modera il linguaggio, beccaccione!").

11 commenti:
Sono contentissimo di poter leggere un tuo TEX, ma avrei preferito che non fosse a colori... c'é qualcosa nei Tex Color che toglie spazio alla fantasia.
Quei colori troppo sgargianti della camicia di Tex e dei suoi pards. Quando lo leggo in BN lo visualizzo sempre con la camicia impolverata dalle lunghe cavalcate... a colori sembra sempre che sia appena uscito dalla tintoria.
OH FUCK YES, FUCK YES, FUCK YESSSSSSS
ottimo! ora ci tocca rodere nell'attesa.. e davvero speriamo che nel frattempo i colori del colore Tex migliorino (a livelli di quelli visti per gli orfani sarebbe il massimo) perche ad oggi sembra davvero colorato col "paint" di Windows.
Concordo con losk, quando leggo tex a colori mi pare tutto più "finto" :P. Comunque non vedo l'ora di leggerlo!
questo vuol dire che dovremo aspettare un paio d'anni??? nuuuuuuuu
vabbè, sono sicuro ne varrà la pena ;-)
credo che quello che scrivi sia vero, ovvio.
però tutte le volte che leggo questa cosa del "stare nei paletti" di questo personaggio è difficile, dell'altro personaggio è difficilissimo, ecc. penso sempre (non avendo mai scritto fumetti) che siano frasi per mascherare le "fisse" dei curatori di testate. un po' come volessero che anche se le storie sono scritte non da loro ci devono sempre mettere le mani.
è un mio pensiero che sicuramente è sbagliato ma chissà perchè ci vedo sempre a sbattere dentro.
attendo comunque con impazienza tutte queste uscite.
ciao
> Altrimenti il tuo lavoro diventa una roba senz'anima da impiegati del fumetto............
in una filiera rigida come bonelli, noi saremo sempre e comunque lettori, voi sarete sempre e comunque impiegati del fumetto
@raffaella Se per te Sclavi, Castelli, D'Antonio, Nolitta, Bonelli senior sono stati impiegati del fumetto. Ripeto, come già detto altrove, che Tex, sposato con un indiana e con un figlio mezzosongue nel 1948/49, venne letteralmente censurato, e da molti è ritenuto un personaggio reazionario. ken Parker, in Chemako, 30 anni dopo fa la stessa cosa ed è paladino della rivoluzione. Mentre in un film come Balla coi lupi, che viene sbandierato come film dalla parte degli indiani, Il protagonista, vive con gli indiani ma sposa l'unica bianca del villaggio. Per dire.
ronf...... ronf...... ronf...... scusa m'ero addormentata a "se per te sclavi"
@Raffaella Cavolo, sei una sagoma scaltrissima. ti dò la vittoria per ko dialettico.
complimenti.
La vitalità di Tex dopo tanti anni mi ha sempre colpito.
Il fascino che può esercitare un personaggio così monolitico in mezzo a tanti anti-eroi ha del miracoloso.
Leggo Tex solo ogni tanto, ma ogni volta è come un buon caffè. Non ti deve stupire, deve darti la sicurezza di un sapore conosciuto, ricaricarti ed essere piacevole.
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