
Zarafa.
”Terra arsa”, nel dialetto locale.
Una decina di case costruite ai margini di una strada sterrata, all’ombra del Pollino.
Qui la conformazione del terreno è troppo ripida per permettere la coltivazione e gli aridi pascoli sono talmente stretti nella morsa delle montagne che anche l’allevamento è fuori discussione. Alcuni filari di ulivi e qualche gregge di pecore sono le uniche concessioni che una montagna aspra e severa ha fatto all’uomo. Il turismo è scarso, anche a causa della poca inclinazione che sembrano avere gli abitanti per questo genere di attività. Nonostante il parco nazionale del Pollino sia uno dei più belli e selvaggi d’Italia, gli agriturismi sono pochi, mal organizzati e cari, le strutture alberghiere praticamente inesistenti e la viabilità è fatta di tortuose e letali stradine.
Persino i prodotti alimentari locali sembrano nascondersi agli occhi di quelli che vengono da fuori.
Qui l’unico culto è quello dei motori.
Qualsiasi macchina munita di un motore a scoppio è rispettata... dalla Fiat Mirafiori alla Lamborghini Diablo, passando dall’Ape Piaggio fino ai camion con rimorchio della Volvo.
Guidare qui, è una faccenda seria.
Si sale in macchina a meno di dieci anni e non si scende fino a quando non si è morti o impossibilitati a premere a fondo sul gas.
Del resto, il rumore di un motore è l’unica cosa che possa coprire il silenzio assordante che scende giù dai monti e che, dopo qualche tempo, finisce per riempirti la testa e il cuore.
La mia famiglia da parte di madre viene tutta da qui e, nel mio patrimonio genetico, scorre il sangue di camionisti e briganti ma, in questa occasione, la cosa non mi è stata di alcun aiuto.
Appena arrivato alle pendici del Pollino, ho capito di aver fatto una cazzata.
Qui, in una terra a stento raggiunta da internet, con due sole edicole (entrambe mal fornite) e una libreria/cartoleria che ha come articoli più venduti i pastelli della Giotto, l’ultimo libro di Max Pezzali e gli zainetti di Dragon Ball, uno come me è utile quanto una terza palla.
L’ultima volta che ero sceso da queste parti ero in compagnia della mia donna e in moto: quando l’effetto straniante del monte Pollino diventava eccessivo e cominciavo a sentirmi trasparente, potevo sempre specchiarmi nella persona che avevo accanto per ricordarmi di esistere davvero... oppure lanciarmi in mezzo ai tornanti a tutta velocità nel tentativo di mettere a tacere il silenzio.
Questa volta, invece, ci sono venuto da solo e a piedi: praticamente ero disarmato.
Nonostante le scampagnate al mare e i miei biechi tentativi di rimorchio con la diffidente fauna locale, in meno di quattro giorni mi sono ridotto a mettere a palla il volume del mio Ipod per cercare di far tacere quel cuore rivelatore che si ostinava a battere dall’alto delle montagne.
Lasciatemelo dire... non c’è niente di meglio che la natura indifferente per far venire a galla tutte le proprie inquietudini e inadeguatezze. Io, in un lasso di tempo brevissimo, mi sono ridotto alla stregua di un personaggio di Poe o Lovecraft.
Fortuna che sono malato.
La mattina del 15 agosto mi sono svegliato in preda a una crisi febbrile devastante. Tremavo così tanto da non riuscire a tenere il cellulare in mano. Mio cugino mi ha caricato sul sedile posteriore della sua 159 e siamo partiti sgommando alla volta di Roma.
Sembrava la scena iniziale delle Iene.
Tre ore dopo, in barba a ogni limite stradale, mi hanno scaricato al pronto soccorso del Gemelli e sono ritornato a un routine straordinaria che ormai ho imparato a controllare.
Come dire... ”Sono a casa, Wendy!”
Per farla breve, le protesi biliari si sono bloccate di nuovo (dopo neanche venti giorni dall’ultimo intervento, yuppie!!!) e questa volta ci sono voluti due interventi endoscopici in anestesia completa e undici giorni di terapia antibiotica (causa infezione) per rimettermi in sesto.
Dall’ospedale sono uscito oggi.
Mai più vacanze.
Giuro.
p.s.
comunque, ben tornati nella mia vita.
32 commenti:
Porca di quella porca.
bentornato a te.
devo ricordarmi di non mettere piede per nessuna ragione al mondo a Pollino. non solo perché c'è la concreta possibilità che porti sfiga, ma specialmente perché un'esposizione di più di un'ora al silenzio montano probabilmente distruggerebbe il mio sistema nervoso di cittadina.
Bentornato anche a te.
ci sei mancato...nessuno che mettesse in ordine gli indisciplinati o che fosse abbastanza indisciplinato da mettere in riga chi vuol mettere ordine.
poteva andare peggio... poteva piovere.
Sembra la trama di un thriller.
Bentornato. E io, ingenuo, che pensavo che eri in giro a divertirti...
Ora torni a Zarafa?
Sono partito poco dopo la tua disavventura e ne ho avuto notizie solo ieri l'altro, scaricando la mail...
Ho avuto una terribile sensazione di dejà vu, e un panico da perenne ritardatario (Mi è già successo e mi sono sentito una merdaccia anche allora).
Stavo per far scattare telefonate a Leomacs o Bertelè (che non sento da anni, per inteso, ma 'sticazzi), poi ho pensato che radio Lollo era la via più facile e mi hanno un pochino rassicurato.
Fortunatamente l'erba cattiva non muore mai! ;)
Bentornato, Urban Cowboy!
gesucristoincatenato!!! come fai a far combaiare la tua carriera da rock star della sceneggiatura e le tue molteplici e infingarde patologie ???
onore ai combattenti
Welcome back.
Bentornato pure a te.
bentornato...
credo che in un mio futuro giro d'Italia in moto il Pollino sia una meta obbligatoria...
Fiuuuuu....
Appena in tempo.
L'astinenza cominciava a farsi sentire...
Mi dispiace per la dissaventura. Comunque, bentornato.
Le edicole della zona ti sembravano malfornite?
Prova a comprare "il manifesto" nella zona di Oristano.
In ogni caso, welcome home.
E in campana, che ci servi in forma.
mmmh ma una soluzione stile "turistas" con qualche ricco russo mafioso?
(giusto per sdrammatizzare eh...)
Legge di Murphy?
Il protagonista del nuovo fumetto lo hai chiamato così apposta vero?
Non ti avrei perdonato se non avessi finito David Murphy! :-D
Welcome back.
Bentornato e in bocca al lupo.
Più che ferie sono state un incubo...Ben tornato!
collana altrimondi: un tizio è l'aiutante interinale della Morte - non confermato in sede di rinnovo, apre un'agenzia investigativa specializzata nei ritrovare le persone scomparse - prima di lasciare il precedente impiego, ha copiato i files del boss e sa dove cercare le anime perdute. la serie potrebbe chiamarsi Detective Doe. il protagonista ha una segretaria, Zarafa, lo spettro della regina delle terre arse - invisibile a tutti gli altri. Completa il cast Pollino, un giornalista di una trasmissione come chi l'ha visto, che cerca di scoprire come DD sia il migliore in quello che fa e segue il signor Doe come il giornalista pedinava bruce banner nello hulk tv anni settanta.
assurdo ferragosto. scommetto la mia copia di tiramolla a mirabilandia che, prima o poi, macinerai gli spunti del tuo post in qualcosa di cartaceo. non ti ripagherà del tutto, ma è meglio di quanto hanno altri.
Più silenzio che al Pollino lo trovi solo a Prypriat...
Ben tornato, Rrobe.
Come dice Spino, le erbe grame non muoiono mai!
(Meno Male)
Comunque sono sicuro che la crisi è sopraggiunta perchè, dormendo, non ascoltavi hard rock... ;D
Fab
Fabrizio scribbe:
"Comunque sono sicuro che la crisi è sopraggiunta perchè, dormendo, non ascoltavi hard rock... "
Secondo me sono stati dei sicari mandati nottetempo di Steve Jobs, quando ha scoperto che sul blog roberto ha osato denigrare un prodotto apple! :P
Tu sì che sai come divertirti.
E' un piacere rileggerti, da vivo.
La Calabria Saudita...la terra delle possibilità (ovvero dove TUTTO è possibile!)
Parola di chi ci passa le vacanze del 1992 (per certi versi non ne vado proprio fiero...)
Bye
Oscar
P.S.: correva l'anno 1997, scendevo da Napoli in Calabria con il treno. In mancanza di Intercity diretto fino a Sibari, dovetti optare per un triplo cambio. Napoli-Paola: abbastanza ok. Paola-Castiglione Cosentino (nel vuoto pneumatico calabro): abbastanza ok. Castiglione Cosentino-Sibari: soppresso...perchè avevano rubato i binari! Signore e Signori, la terra dove TUTTO è possibile!
Io non so come diamine fai :|
Bentornato cmq :)
forza... e un grosso in bocca al lupo!
'orca. Nella prima parte sembrava un soggetto per JD. Una di quelle terre dov'è capitato ultimamente alla ricerca di pezzi di se stesso.
Bentornato (in vita e a casa)
oh, uno pensa che tu ti stia divertendo e invece...:-O
Beh! Bentornato!
Bentornato Robe'
Scusa l'intrusione al tuo blog e di voler commentare proprio questo post.
E' la seconda volta che leggo un tuo commento sulla "tua alienazione da Pollino".
Il silenzio è una gran cura, come la natura lo è. Davanti a quella c'è poco da fingere con se stessi. Ci si sfugge decisamente di meno. Però è anche vero che nei momenti peggiori, quando è il mondo civilizzato a rompere le balle, una sana immersione nel vuoto di questi posti aiuta.
Ponta guarigione.
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